Aprile 2026

Mostra vignette a Lodi: Il costo umano della guerra

Il mio lavoro vive di opposti. Passo giornate intere in isolamento nel mio studio, nel silenzio più totale, per poi finire travolto da un’esplosione di incontri e contatti umani. Disegno vignette destinate all’uso immediato — figlie della cronaca, nate per commentare il fatto del giorno — che spesso finiscono nell’oblio di una cartella Drive.
Eppure, a volte le ripesco. E mi accorgo che funzionano ancora. Non per merito mio, ma per l’ostinata natura umana di perfezionare ciclicamente gli stessi errori.

L’Ucraina a Lodi: Connessioni Globali

È quello che ho provato durante l’inaugurazione della mostra per la Settimana della Pace a Lodi. Il mio intervento è arrivato subito dopo quello di Alberto Capannini di Operazione Colomba, collegato dall’Ucraina sotto l’attacco dei droni.

Esordire con i miei disegni dopo la sua testimonianza diretta mi ha fatto sentire, per un attimo, un cronista “per sentito dire”. Ti senti fortunato a vivere in una normalità assurda, ma poi capisci che la tecnologia ha globalizzato anche i drammi. Alberto era lì con noi, e noi eravamo lì con lui.
Oggi ci sono quasi 60 conflitti attivi nel mondo. Nessuno di questi è davvero lontano. Le connessioni a portata di mano ci rendono testimoni in tempo reale: la distanza geografica è un’illusione che non regge più.

La matita: uno strumento fragile e potente

Raccontare la guerra con una vignetta è davvero un esercizio di “sentito dire”? Non credo. Le nostre fonti sono i notiziari, certo, ma sono soprattutto le testimonianze dirette a cui abbiamo accesso costante.

Siamo tutti coinvolti. Davanti all’orrore abbiamo solo due strade:

  • Il silenzio: che ci rende complici.
  • La parola: usando ognuno i propri strumenti.

Io ho scelto la matita. È uno strumento fragile, si spezza con un dito. Ma è anche lo strumento che, in ogni regime, permette agli autori di satira di opporsi all’oppressione a rischio della propria vita.

La guerra non è un rumore di fondo. La stiamo vivendo tutti. Io provo a raccontarla così, un tratto alla volta.

Le vignette in mostra fino all’8 maggio sono in vendita e il ricavato va interamente a Operazione Colomba


Presentazione alla Scuola media Ognissanti a Codogno

Tutto è nato dalla ricerca meticolosa di Mario, giornalista della mia città, sulla vicenda di Agostino Ferri, ucciso dalla macchina nazista nel campo di concentramento di Dachau. Insieme a lui e alla musicista Patrizia, abbiamo trasformato quei documenti in una narrazione multimediale: parole, musica e, naturalmente, i miei disegni.
Dopo il successo della prima messa in scena — un’esperienza quasi teatrale per intensità — è successo qualcosa di ancora più significativo: il passaparola è arrivato nelle scuole.

150 ragazzi e un silenzio inaspettato

Siamo stati chiamati alla scuola media di Codogno per due incontri. Lo ammetto: sono entrato in aula con il timore del “rumore di fondo”. Mi aspettavo distrazione, qualche battuta fuori posto, la fatica tipica di chi deve gestire 150 adolescenti su un tema così denso.

Invece, è accaduto l’imprevisto:

  • Gli studenti erano immobili, totalmente immersi nel racconto.
  • Dachau è distante nel tempo, ma evidentemente non lo è dal loro cuore.

La lezione dei docenti (e degli alunni)

I professori ci hanno ringraziato con commozione, chiedendoci già di tornare l’anno prossimo. Ma il vero segnale di speranza è arrivato da quegli sguardi attenti. Spesso sottovalutiamo le nuove generazioni, convinti che siano impermeabili alla storia.

La verità è che non sono distanti, aspettano solo di essere coinvolti. Se offri loro una narrazione autentica, rispondono con un’umanità che fa ben sperare per il futuro.

L’incontro è avvenuto alla vigilia del 25 aprile e il Presidente ANPI locale ha impreziosito con la sua presenza, l’intera mattinata.


Focus Jr

Anche questo mese potete trovare le mie strisce del Crow’s Village sulle pegine di Focus Jr. Vi aspetto in edicola!