Il mio lavoro vive di opposti. Passo giornate intere in isolamento nel mio studio, nel silenzio più totale, per poi finire travolto da un’esplosione di incontri e contatti umani. Disegno vignette destinate all’uso immediato — figlie della cronaca, nate per commentare il fatto del giorno — che spesso finiscono nell’oblio di una cartella Drive.
Eppure, a volte le ripesco. E mi accorgo che funzionano ancora. Non per merito mio, ma per l’ostinata natura umana di perfezionare ciclicamente gli stessi errori.
L’Ucraina a Lodi: Connessioni Globali
È quello che ho provato durante l’inaugurazione della mostra per la Settimana della Pace a Lodi. Il mio intervento è arrivato subito dopo quello di Alberto Capannini di Operazione Colomba, collegato dall’Ucraina sotto l’attacco dei droni.

Esordire con i miei disegni dopo la sua testimonianza diretta mi ha fatto sentire, per un attimo, un cronista “per sentito dire”. Ti senti fortunato a vivere in una normalità assurda, ma poi capisci che la tecnologia ha globalizzato anche i drammi. Alberto era lì con noi, e noi eravamo lì con lui.
Oggi ci sono quasi 60 conflitti attivi nel mondo. Nessuno di questi è davvero lontano. Le connessioni a portata di mano ci rendono testimoni in tempo reale: la distanza geografica è un’illusione che non regge più.
La matita: uno strumento fragile e potente
Raccontare la guerra con una vignetta è davvero un esercizio di “sentito dire”? Non credo. Le nostre fonti sono i notiziari, certo, ma sono soprattutto le testimonianze dirette a cui abbiamo accesso costante.


Siamo tutti coinvolti. Davanti all’orrore abbiamo solo due strade:
- Il silenzio: che ci rende complici.
- La parola: usando ognuno i propri strumenti.
Io ho scelto la matita. È uno strumento fragile, si spezza con un dito. Ma è anche lo strumento che, in ogni regime, permette agli autori di satira di opporsi all’oppressione a rischio della propria vita.
La guerra non è un rumore di fondo. La stiamo vivendo tutti. Io provo a raccontarla così, un tratto alla volta.
Le vignette in mostra fino all’8 maggio sono in vendita e il ricavato va interamente a Operazione Colomba